Due non vedenti al prossimo Campionato Nazionale

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Firenze- “È il nostro sogno che diventa realtà”. Sono le prime parole che un ragazzo o, meglio, un bambinone di 37 anni, come ama definirsi scherzandoci sopra, pronuncia al telefono. L’emozione è quella di partecipare per la prima volta a un campionato nazionale della classe Meteor, quello che si terrà dal 12 al 16 giugno sul lago Trasimeno. Nulla di speciale o sorprendente, direte, se non fosse che i protagonisti di questa storia sono due non vedenti: Danilo Malerba, originario della Sicilia, e Andrea Pesaresi, nato a Rimini.

Non una regata appositamente organizzata per non vedenti, ma un vero Campionato Nazionale di un monotipo, con decine di equipaggi agguerriti sulla linea di partenza, a pochi centimetri uno dall’altro. E in una classe tecnica e popolare come il sempre splendido Meteor, monotipo tutto italiano che continua a vantare decine di equipaggi attivi in tutta Italia.

La loro avventura nel mondo della vela inizia nel 2005, quando Danilo Malerba e Andrea Pesaresi sentono insieme l’esigenza di ritrovare fiducia in loro stessi e riacquistare quel senso di libertà di cui la vita sembrava averli privati. Così decidono di frequentare il corso di primo livello organizzato sul Garda da Homerus, l’associazione onlus che da anni propone il suo metodo di vela per non vedenti. “È stato illuminante e avvincente partecipare a questo corso intensivo”, racconta Danilo, “perché, nonostante le difficoltà iniziali, abbiamo capito che potevamo condurre in autonomia una barca a vela”.

L’esperienza formativa di Homerus ha fatto capire ai due neofiti che non bisogna “necessariamente vedere con i propri occhi” per portare una barca a vela. “È solo questione di pratica, ma questa è una difficoltà che anche i cosiddetti normodotati devono affrontare e superare”, spiega Danilo.

“Sai che la barca si trova in una certa posizione rispetto a te, perché sedendoti la senti e, conoscendola, la capisci. Sai che il vento viene da una determinata direzione perché lo percepisci sul viso e sulla pelle e sai che le vele funzionano in un certo modo. Anche se non potrai mai fare in autonomia una regolazione di fino oppure gestire le vele e le andatura attraverso l’osservazione dei filetti di lana, puoi sentire la barca, ogni giorno sempre di più. Puoi sentire la tensione della vela sulla scotta e puoi percepire la velocità che aumenta o diminuisce sia attraverso i movimenti della barca, sia grazie al rumore che produce scivolando sull’acqua”.

Sapere che direzione prendere potrebbe sembrare un ostacolo insuperabile per loro. Eppure, anche in questo caso, sorprende l’entusiasmo del velista siciliano: “Se da una parte il problema è risolto dall’utilizzo di boe e barche che emettono suoni durante la regata, dall’altra ti rendi conto che in realtà la direzione esatta la dice il vento…”.

Il corso di vela non solo fa esplodere nei due ragazzi una passione sfrenata per questo sport che li porterà pochi anni dopo a comprare un Meteor, ma li spinge anche a compiere un percorso di autocoscienza e autodeterminazione che gli fa ritrovare la voglia di credere in sé stessi e di vedere le cose da tutta un’altra prospettiva. “La cecità crea una limitazione della libertà pazzesca: non puoi andare dove vuoi, non puoi fare ciò che ti pare e, nonostante i ritrovati della tecnologia, ti trovi accanto sempre qualcuno che fa meglio di te e più velocemente. Questo aspetto, accanto alla difficoltà di vagare liberi per il mondo, ha sempre compromesso la nostra capacità decisionale”.

La voglia di mettersi in gioco e riuscire a gestire una barca a vela spingono i due ad acquistare nel 2009 un vecchio Meteor chiamato Mammolo. Con lui iniziano un progetto, “Mammolo Reloaded” per indicare il lavoro e gli sforzi fatti per rimettere in sesto questo vecchio scafo. Insieme a un gruppo di amici del Circolo Nautico Mugello, hanno dedicato ogni giorno disponibile a preparare Mammolo al campionato nazionale. Ovviamente lavorando in prima persona. “Questo è un altro aspetto della vela che mi piace da impazzire e che accetto come sfida: restaurare qualcosa di antico, metter mano in prima persona all’operazione di ringiovanimento della barca, sentire nell’aria gli odori che permeano la zona rimessaggio”.

In questi giorni Mammolo Reloaded sta ultimando i lavori, prima di essere trasportato alla volta del Trasimeno. Saranno in quattro, uno in più rispetto all’equipaggio di stazza per motivi di sicurezza. Danilo sarà al timone e alla randa, Andrea farà il centrale, mentre altre due persone, vedenti, saranno rispettivamente il tattico e il prodiere. In una competizione dove gli organizzatori prevedono la partecipazione di 60 team, l’adrenalina è alta e l’emozione molto forte: “So che gli avversari non ci faranno sconti, saranno molti i momenti concitati in regata, ma noi non saremo da meno perché ci stiamo allenando molto”, racconta Danilo che poi si lascia andare a una battuta: “Noi puntiamo a vincere…”.

Per loro è davvero un sogno che diventa realtà. Partecipare a una competizione così importante è un traguardo che all’inizio non pensavano nemmeno di poter raggiungere. E invece saranno lì, “più agguerriti che mai”. “E quando ogni aspetto di questa realtà diviene parte di te, allora non pensi più alla scotta o alla barra del timone, né alla barca e a ciò che fa, ma a tutto questo insieme. E allora timonare o stare a una vela assecondando il vento diventa un qualcosa di speciale e di puramente fisico”.

Il Meteor, nato dalla matita di Van de Stadt nel 1968, nonostante gli anni è una barca che continua a esercitare un gran fascino sul pubblico di velisti italiani. Basti pensare che al campionato nazionale è prevista la partecipazione di almeno 60 equipaggi e, stando alle ultime indiscrezioni, gli organizzatori puntano a raggiungere quota 70.

Di seguito ne riportiamo le specifiche:
Lunghezza: 6 m
Dislocamento: 770 kg
Sup. velica: 17,80 m² se si arma il fiocco, oppure con il genoa 21,55 m²

Fonte: http://www.farevela.net/2012/03/06/7555/

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