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Intervista a Dario Desiderio Campione Nazionale 2009
Inserito il 10 dicembre 2009 alle 18:17:00 da Segretario. IT - Notizie Assometeor

Ciao Dario, complimenti a te e a tutto l’equipaggio per la vittoria: vi presentate al Nazionale per la prima volta e lo vincete alla grande! Io purtroppo quest’anno non c’ero ahimè  e non ho potuto godere né delle bellezze e delle bontà Napoletane né dello spettacolo dei nostri grandiosi Campionati, accidenti al lavoro! Mi sono giunte voci sul fatto che eravate velocissimi per cui complimenti doppi perché evidentemente avete trovato rapidamente l’assetto ideale tirando fuori tutta l’energia possibile dal nostro amato Meteor. So che sei un timoniere di spicco ma anche un velaio, per cui spero vorrai trattare l’argomento con qualche considerazione tecnica sulle vele per Meteor...



Potresti raccontarmi del tuo trascorso di velista?

Ho cominciato ad andare in barca a vela alla Lega Navale di Napoli che poi è stato il vivaio di molti grandi velisti napoletani… Avevo dieci anni ed ho fatto, per caso, un corso di avvicinamento sull’ optimist. A quell’età un bambino fa mille cose e io ero affascinato da molti sport, sciavo, giocavo a tennis, tiravo di scherma, e tutti a livello agonistico! (certo, per un bambino di dieci anni…) Ma poi, dopo il primo incontro con la vela, dopo la prima volta che ho impugnato in una mano lo stick del timone e nell’altra la scotta di randa e via, fuori alle cinghie, praticamente non mi sono fermato più. Ho abbandonato tutti gli altri sport e mi sono dedicato totalmente alla vela! Dopo un discreto trascorso sugli Optimist, sono passato al Laser, ma solo per qualche mese e poi al 420 attratto dall’acrobazia del prodiere, dallo spinnaker e dal condividere il tutto con un'altra persona… Nel tempo sono arrivati due titoli italiani con la classe 420, una convocazione come Probabile Olimpico con la classe 470 per le selezioni alle Olimpiadi di Sidney e poi tanta vela d’altura…

Quando e perché hai scelto la Classe Meteor?

In realtà ho regatato un bel pò sul Meteor.  Per motivi di studio ho dovuto a malincuore allontanarmi dalle classi olimpiche e dalla monotipia che rappresenta per me ancora l’unico vero motivo di tanto divertimento in barca a vela… Così a fine anni novanta ho ritrovato il mio carissimo Antonio Camozzi, (uno dei miei primi istruttori con l’Optimist) che con il suo Meteor stava dando sempre più corpo ed energia  alla flotta napoletana del periodo. Ho accettato un suo invito a regatare un fine settimana e mi divertii tantissimo. In due giorni facemmo sei regate, tutte tiratissime e divertentissime, e da quel momento ho sempre seguito con attenzione l’attività della flotta Meteor di zona. Abbiamo partecipato insieme anche al campionato italiano di Trani, mi sembra fosse l’anno 2000… E comunque tutti conoscono e apprezzano le grandi qualità di questa barca davvero intramontabile. Faciltà di conduzione e gestione, notevole tecnicismo (al contrario di quanto si pensa, perché far andare veloce una barca lenta non è semplice…), costi contenuti, monotipia, elevate doti marine e dimensioni contenute fanno di questa piccola barca una grande barca che assicura a tutti tanto divertimento.

Ci puoi consigliare uno o piu libri di conduzione tecnico-tattica di regata per questo gioco ma anche per le regate di flotta?

Bé libiri sulla tattica e strategia di regata ce ne sono tanti, che tutti più o meno conoscono e tutti validissimi. Su tutti, quello che più mi ha colpito e che conservo molto gelosamente è una autobiografia di Paul Elvstrom sulla sua vita da velista, sulle innovazioni che ha apportato a questo sport e sul suo modo di approcciare alle regate. Che grande!

Prediligi un armamento semplice o regolazioni di dettaglio?

Prediligo la monotipia. Qualunque sia la barca su cui  regato preferisco sapere che siamo ad armi pari e che il più bravo è quello che riesce a farla andare più veloce. Fosse anche solo una zattera di legno con un lenzuolo, o un moderno skiff, per me lo stimolo è sempre fortissimo. Pensando comunque ad una risposta alla tua domanda e, anche per il lavoro che faccio, preferisco un armo complesso, con tante possibilità di regolazioni. La messa a punto e la ricerca della velocità sono le fasi che trovo più avvincenti e stimolanti, ancor più della regata stessa. Insomma, diciamo che il Laser non è proprio la prima barca sulla quale salirei….

Mi racconti la tua esperienze di velaio alle prese con le vele per il Meteor? I ragionamenti sui tagli, i materiali da usare…

Purtroppo per il pochissimo tempo avuto a disposizione non abbiamo completato il nostro programma vele e l’armatore aveva già dotato la barca di un gioco di vele standard disponibile sul mercato, tra l’altro ottime… Già dopo il Campionato però, ci siamo messi al lavoro e stiamo pensando ad un po’ di novità. Le  vele del Meteor attualmente realizzate da tutte le velerie hanno raggiunto davvero un ottimo livello e la barca stessa è molto più veloce e divertente anche grazie al lavoro di ricerca e sviluppo dei velai. Da un paio di anni però le cose si sono un po’ stabilizzate e credo che sia arrivato il momento di tirare fuori qualche novità, soprattutto sulla randa. Per ora preferirei non aggiungere altro, e anticipare che stiamo lavorando sulle forme dei profili e sull’allunamento per aumentare la potenza complessiva. Credo che il Meteor a causa della sua ridotta stabilità di peso ( il peso c’è ma manca la leva a causa della deriva corta) e ancor più di forma, necessiti di un equipaggio di quattro persone invece di tre per aumentare al massimo il raddrizzamento. A questo punto però, a volte avrei avuto bisogno di un po’ più di potenza sulle vele soprattutto con venti medio-leggeri e onda…

Cosa pensi delle vele in Dacron, in particolare per il genova?

il Dacron per le barche piccole è un tessuto eccezionale. Si presta molto più del Mylar-Pentex ad ogni tipo di regolazione e modellazione della forma. E poi è leggermente elastico e il Meteor ha proprio bisogno di elasticità! Il problema del Dacron rimane un po’ di peso in più e il decadimento, che è veramente notevole. Soprattutto sulla randa, in quanto sul Meteor, a causa del peso sostenuto, le alte resistenze idrodinamiche e un albero che flette pochissimo i carichi a cui la randa è sottoposta sono da non sottovalutare in proporzione alla sua superfice. E tali carichi si traducono in stress per la vela e in deformazione della stessa. In conclusione una vela in Dacron sul Meteor la preferisco, ma a discapito della tasca dell’armatore perché garantisce il top della sua performance per un tempo decisamente inferiore rispetto alle vele in laminato.

Ogni quanto cambi le vele?

Dipende da tanti fattori, in primis dal conto in banca, e poi a scendere, da tante altre considerazioni, il livello tecnico della manifestazione e dei concorrenti, il livello di usura delle vele, (abbiate molta cura delle vostre vele, anche semplicemente quando le piegate! Una vela ben piegata e conservata asciutta e senza sale dura molto di più! E non fate sventolare gli spi al vento per asciugarli!!!)

Quante regate fai in un anno e di che tipo?

È praticamente il mio lavoro, per cui regato dove capita e dove ci sia un cliente. Vela d’altura, grossi monotipi (Meteor, Beneteau 25…) mi manca la vela olimpica però…

Mi parli del tuo equipaggio?(ruoli, disposizione dei pesi ...)

Chi regata con me sa quanta importanza do all’equipaggio e al senso di squadra, e da timoniere, penso che il timoniere non sia il capo della banda ma solo uno dei membri dell’equipaggio e che sono tutti troppo importanti per il successo. L’equipaggio di Re di Cuori, anche in questo caso è stato la sua carta vincente: quattro persone tutti leggeri, ma quattro e non tre, si ha più raddrizzamento in bolina e il Meteor che per il suo scafo a guscio ha una scarsa resistenza di forma, naviga meglio, più veloce e scarroccia meno. Così io ero a timone, Filippo D’Arrigo (il mio socio della veleria) alle scotte, è un tailer bravissimo, Michele de Giovanni a centro barca e alla tattica (sveglio, sempre in forma, attentissimo, insomma un tattico d’eccezione, di quelli che danno una grande affidabilità al timoniere che quindi può concentrarsi sulla conduzione pura, (anche Michele lavora con noi in veleria), e Gianluca Albano, l’armatore, validissimo e velocissimo prodiere. Abbiamo fatto diverse prove ed ho notato che il Meteor esprime le migliori velocità con peso dell’equipaggio piuttosto arretrato di bolina, ben proteso fuori a schiacciare (non la dimenticano la draglia nella pancia!), in modo da sedere leggermente la poppa in acqua e sollevare un po’ la prua. Di poppa invece preferivo assolutamente la barca piatta, come se fosse “in bolla”, assolutamente centrata sia in senso longitudinale che trasversale, alla continua ricerca delle sue proprie linee d’acqua. E nella ricerca di tale equilibrio ero proprio maniacale

Privilegi le pressioni o i salti di vento previsti?

Che dire, ogni regata è una storia a sé, ho fatto della vela il mio sport e la mia grande passione anche per il gran contenuto di incertezza e di imprevedibilità. L’incidenza di fattori esterni sul risultato è a volte determinante e quando le cose non vanno per il verso giusto la cosa può scoraggiare, ma nel momento in cui pago la quota di iscrizione, accetto le condizioni del comitato organizzatore e accetto anche le condizioni Meteorologiche che il campo di regata vorrà regalarmi… Non può essere diversamente, sarebbe come dire “facciamo una regata in piscina con i ventilatori…”

Usi la bussola e di che tipo?

Quando sono al timone uso la bussola che ho nel cervello, quando alla tattica una buona bussola da rilevamento. Oggi si naviga molto “con gli strumenti” ed è giusto, ma qualche consiglio, per prima cosa che gli strumenti siano non solo tarati, ma tarati bene, altrimenti sono inutili, e poi dare un po’ più di importanza alla propria sensibilità e al proprio intuito. E’ possibile stabilire se dà buono o dà scarso anche con gli occhi chiusi, per esempio dando ascolto alla propria barca e alle variazioni dei suoi angoli di sbandamento…

Usi altra strumentazione?

A volte il VELOCITEK. Lo avevamo a bordo di Re di Cuori. È un utilissimo strumento perché è estremamente semplice, preciso e molto versatile.

Perché hai scelto una barca nuova senza conoscerla?

In realtà non ho scelto una barca, ma ho scelto un aramatore. Gianluca è stato sempre un validissimo armatore, pronto a preparare la barca al meglio per ottenere il massimo del risultato. Non si è mai risparmiato, appassionatissimo e soprattutto con tanta voglia di divertirsi. Insomma, l’armatore ideale! E la scelta mi ha dato ragione….

Vista la tua esperienza in tante Classi, hai qualche suggerimento per la Classe Meteor?

Si, uno per tutti: è un vero peccato che si organizzi un solo appuntamento all’anno a livello nazionale. Bisogna organizzare almeno tre tappe nazionali, di cui una valida come campionato italiano, e con una ranking finale che comprenda le tre tappe e i campionati invernali di zona.

Verrai a Porto Santo Stefano?

Ci stiamo organizzando in tal senso, spero prima di tutto che l’armatore confermi il suo equipaggio!

Grazie Dario e a presto!


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