Correva l’anno millenovecentosettantasette

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Correva l’anno millenovecentosettantasette.
Oh, come correva.
Correva tanto che si è allontanato di un buon quarto di secolo.
Quelli che non correvano, allora, erano i Meteor, sulle acque del Lario,
lago bello e ventoso ma, sembra, invitante quanto mai alla pigrizia e allanguore di membra, allora come in tempi recenti.
All’epoca ci pensarono, a porre rimedio, Egidio Cocchi e Carlo Cadeo, due
novelli armatori di Meteor, uno entusiasta e uno riluttante (a chi indovina
quale fosse il riluttante ricchi premi e cotillon. Risposta meno facile di
quel che pensiate).
Cominciarono col volantinare porta a porta, pardon, porto a porto,
appiccicando su portelli e infilando in gavoni, un invito a contattarli per
organizzare un raduno, cena o merenda, di confratelli di scafo.
Era dicembre, un freddo della madonna…
Il 23 luglio dell’anno dopo, alla prima prova del Primo Campionato di
Classe, partivano in cinque, nelle acque di Domaso. “Naturalmente”, la sera
prima della gara, cito testualmente i resoconti storici: “ci siamo sfamati e
dissetati in allegra compagnia alle ‘5 Case’ di Gera.”
Dopo 12 miglia di regata con vento così bello da far scoppiare gli oblò di
un paio di barche arrivano:
primo Phaselus, dei fratelli Nespoli
secondo Breva Jet, di Soldarelli
terzo Oca Affermativa, del binomio Cadeo-Cocchi
quarto Pigra, di Rigamonti ( oblò scoppiati)
uinro Sir, di Grimaldi (oblò scoppiati e rottura del tendibase della randa)
Soddisfazione generale per il fine settimana velico e gastronomico,
inaugurando quella che sarà la caratteristica dei primi anni del
“Ragruppamento Meteor del Lario”, che, affinando via via le capacità
sportive, coltivava il piacere di appiattirsi i glutei sulle sedie di ameni
ristoranti, oltre che sulle dure coperte del Meteor.

E’ obbligo ringraziare Carlo Cadeo che tra i tanti meriti, ha cofondato la flotta del Lario, contribuito a farla crescere, a fare arrivare tanti di noi secondi e, last but not least, scritto l’articolo riportato.

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