1^ Veleggiata di Monterosso: Meglio di così ?!

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Riconosco che una veleggiata/regata lunga oltre 22 miglia, in due giorni, con l’incognita del meteo e della logistica, è impresa non facile da proporre e da recepire. Se a tutto ciò aggiungiamo che la veleggiata/regata si deve svolgere in mare aperto, tra Portovenere e Monterosso, passando in rassegna tutte e 5 le meravigliose Terre, e che il pernottamento è previsto in barca …. Be’, allora la “cosa” diventa veramente “difficile”. E invece no! Il successo è stato definito “GRANDE” da tutti i partecipanti e anche da chi non è potuto scendere in acqua ma ha preso parte solo alla cena a Monterosso.
Sette le barche che sabato si presentano nella baia di Le Grazie. Equipaggi per lo più familiari, ma anche equipaggi inediti. Il capoflotta con Patrizia; l’Alessandra di Enjoy con suo marito Armando, assolutamente alla prima esperienza e Federico; Andrea e Cristian, i Fringuelli; Lorenzo e Alessia, novelli sposini, su Speedy; Luca e Carlo su Grisù tra i veterani e i soliti noti. A completare i magnifici sette troviamo su Zenzero l’istruttrice Gaia, con quattro giovanissime allieve di Monterosso. Graditissima sorpresa G&G, cioè Giancarlo e Gennaro con Clio, un bellissimo e curatissimo meteor, che ha scelto di non fare regate ma di navigare liberamente, in armonia con mare e vento.
Un ponentino tra i 4/6 nodi non permette alla Flotta (e sarebbe la ciliegina sulla torta) di attraversare a vela il canale di Portovenere : un’ordinanza della capitaneria vieta il bordeggio. Passaggio quindi a motore e partenza fuori dalle Bocche. Partenza amichevolmente data dall’amico Luigi, che con il suo First 36.7, ha scortato la flottiglia fino a Monterosso. Grande spettacolo e grande emozione la partenza proprio sotto la chiesetta di S.Pietro. Un caldo sole e il ponentino abbracciano le sette barchette e lentamente, ma costantemente, le accompagnano lungo tutte e 5 le Terre. La radio sintonizzata sul canale 8 completa il clima allegro, gioioso e goliardico lungo tutte le 10 miglia del percorso, consentendo battute e sfottò. Emozionante e festoso anche l’arrivo a Monterosso dove ad attendere la flottiglia è praticamente tutto il Consiglio Direttivo del delizioso Circolo Velico. Un gommone poi si occupa della scorta delle imbarcazioni fino all’ormeggio in banchina, degno di arrivi ben più importanti. Ma soprattutto tanta gioia e tanti sorrisi.
L’animazione si diffonde subito nel piccolo ma incantevole circolo. Riordino barche, qualcuno, addirittura, bagno nella cristallina baietta, doccia e finalmente aperitivo al baretto. Racconti ed impressioni della “lunga rotta” accompagnati da spritz e birra ghiacciati, conditi da risate e nuovi sfottò, caratterizzano questo, che noi tutti definiamo, “terzo tempo”. Ma è ora di andare a cena. La stupenda terrazza coperta annessa al circolo, da cui si gode un panorama mozzafiato, accoglie tutti noi con calore e simpatia, così come le sincere parole del Presidente del circolo. Tutto è rigorosamente a base di pesce è squisito. La stanchezza svanisce fin dal primo calice di un bianco stupendo offerto dall’amico Carlo, consigliere è affidabilissimo collaboratore del circolo, nonché produttore dell’ottimo nettare bianco. Bicchiere dopo bicchiere, grappino dopo grappino, sempre di produzione di Carlo, l’allegra compagnia arriva al meritato riposo. I giacigli in barca sono già pronti, anche se le incognite sono ancora aperte, dal momento che il meteor non offre sicuramente le comodità di un 40 piedi, ma neanche di uno di 30 piedi. Soprattutto perché per molti questa è la prima volta che provano a dormire in barca. “Provare per credere”. Chissà, domani si saprà! Come lumachine l’indomani, uno alla volta, i vari componenti dei diversi equipaggi, spuntano sorridenti dalla tuga a dimostrare che anche il dormire nelle nostre barchette è stata un’esperienza positiva. Una timida pioggerellina è un vento sembra latitare fanno da cornice al risveglio.Ma la colazione non si salta e così via al bar per cappuccini, caffè, brioche e altre golosità. La pioggerellina continua a scendere, mentre un po’ di vento sembra levarsi. È ora di mollare gli ormeggi e provare a rientrare alla base. In fila indiana le sette barchette lasciano con un pizzico di malinconia l’accogliente porticciolo e, questa volta, tutti insieme, colorando con i variopinti spinnaker la grigia atmosfera della baia di Monterosso, fanno rotta alla volta di Portovenere. Il debolissimo “nord” però dura poco, per cui all’altezza di Corniglia, si decide l’aiutino del motore. La flottiglia così raggiunge, in men che non si dica, un’altra zona di vento fresco, proprio tra Manarola e Riomaggiore. I motori si zittiscono e la velocità adesso è buona, così che alle 15 circa siamo a Portovenere. Ancora una volta il passaggio del canale, senza bordeggio, ci è impedito dal vento che spira proprio dritto di prora, per cui ancora motore. Motore sì, ma lo stretto necessario, giusto cioè per superare le Bocche, perché sarebbe un delitto non approfittare degli 8/10 nodi che Eolo ci regala. La veloce bolina conduce la flottiglia all’ingresso di Marola, cioè all’arrivo di questa prima veleggiata che, per tutti i contenuti e a furor di naviganti, decreta un successo pieno e soprattutto la volontà e il piacere di ripetere prossimamente.
Quello che all’inizio sembrava un’utopia, anche solo a proporsi, in realtà si è così concretizzata alla grande.
“Mai smettere di sognare”.

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