Barcolana 50 – Io c’ero e tu ……

con Nessun commento

L’edizione 50 della Barcolana ha segnato record a non finire:

  • Barche partecipanti 2689
  • Velisti in mare 28 mila
  • Meteor iscritti 157
  • Meteor arrivati 39
  • Meteoristi Flotta Meteor 9

In realtà però i meteoristi spezzini presenti alla Barcolana, su diverse imbarcazioni, sono stati ben 22. Ma andiamo con ordine, elencando barche ed equipaggi che hanno voluto festeggiare, con la loro presenza, questi primi 50 anni della Barcolana cioè la regata più affollata al mondo:

GRISU’ con Marco Vaccarini, Luca Bettanin e Alessio Petrucci

PEKORA NERA ENSTO con Davide Sampiero, Cesare Boldrini e Sandrino Giumelli

STAGALLA con Biagio Pergola, Lorenzo Cerruti e Fabio Caleo

I meteoristi spezzini presenti su altre imbarcazioni sono stati:

WHY NOT (Meteor)                 Roberto Capozza (AVANCE)

GREEN GO (Judel/Olisk 41)   Stefano Antognetti e Elio Datteri (TOP YACHT 2.0)

Paolo Gigliola, Francesco Turcolini e Sauro Mozzachiodi (ZENZERO)

Alessandra Serranova e Mauro Patruno (ENJOY)

CADAMA’ (Ketch Classic)       Gaia Valle

MATKAH (Elan 31)                  Matteo Sampiero e Andrea Onnis

BE BLUE                                 Elio Righetti e Daniele Fruscio (LUICCHIO)

Oltre al record di percorrenza delle 15 miglia del percorso, fissato da SPIRIT OF PORTOPICCOLO in 57’04”, è da sottolineare per la flotta, il magnifico tris di vittorie del nostro Davide Sampiero e il suo equipaggio con PEKORA NERA ENSTO.

 Davide&C. infatti si sono imposti in tutte e tre gli eventi previsti per la settimana della Barcolana 50:

Barcolana One Design, Barcolana By Night e Barcolana classica, regata quest’ultima già vinta dal team nel 2015 e 2017.

Con due primi e un secondo posto, Davide, infatti, ha fatto sua la Barcolana One Design, in programma venerdì e sabato mattina. Regata tutt’altro che facile, viste le difficili condizioni di vento affrontate e il livello degli avversari (15 barche). Venerdì, venti leggerissimi, mentre le prova di sabato disputata con oltre 20 nodi. Da sottolineare il 4° posto dell’altra imbarcazione spezzina GRISU’ di Luca Bettanin con al timone Marco Vaccarini.

Ancora esaltante la vittoria conseguita alla Barcolana By Night, disputata a due passi dalle Rive, alla presenza di centinaia e centinaia di spettatori e tifosi, soprattutto grazie ad un vento rafficato, definito dai locali “Borina”, dai 18 ai 22 nodi. Ventuno gli equipaggi al via. Subito in testa grazie ad una buona partenza, Davide&C. non hanno esitato a dare spi subito dopo la quinta boa del percorso, scelta questa non facile, viste le violente raffiche sul campo di regata. Scelta imitata in modo quasi maldestro dagli immediati inseguitori e spesso terminata, in pochi metri, con spettacolari strapuggiate. La vittoria non è mai stata messa in discussione, mentre l’attenzione veniva catturata dalle altre due barche presenti della nostra flotta: GRISU’ e STAGALLA nonché, dall’altra barca, WHY NOT, sulla quale regatava Roberto Capozza come centrale. Mentre Davide con autorevolezza guidava la regata, dietro invece le posizioni delle nostre tre si scambiavano di boa in boa, fino a far segnare definitivamente all’arrivo: 7° per GRISU’, 8° per WHY NOT e 9° per STAGALLA. Ottimo auspicio per l’indomani.

Non meno esaltante il risultato della Barcolana classica, anzi! Inutile dire che il primo interrogativo della giornata è stato quello relativo all’intensità del vento: ancora “Borina” dai 12 ai 18 nodi. Il secondo era il decidere dove partire, visto che la linea di partenza era lunga oltre 2 miglia: partire in barca con una rotta più breve e stretta al vento, oppure in boa con una rotta più lunga e larga? Le grandi si sono divise e anche i nostri hanno scelto due zone distinte.

Alle 10,30 in punto, dopo essersi gustata la spettacolare esibizione delle Frecce Tricolori, la regata prende il via al colpo di cannone. Chi era partito in boa issava subito lo spi, mentre chi era partito in barca poteva farne a meno. La velocità era buona e lo spettacolo da brivido, ma, al di là di qualche urlo, non si sono segnalati abbordi. Benissimo. In men che non si dica eravamo alla boa n. 1 e qui “è una vera guerra”. In queste situazioni le Regole di Regata contano poco e l’unica regola che vale è: “Speriamo che me la cavo …”.

Un ammasso di barche che si schiacciavano una contro l’altra, chi si infilava all’ultimo momento, chi si tirava alle tue draglie per avanzare; “una vera guerra”, dove noi, piccoli piccoli, spesso eravamo i più penalizzati, come ben sa il povero Grisù. Meno male che esistono i parabordi! Lo stocchetto è stato “un gioco da ragazzi” e l’ammassamento alla boa n. 2, sicuramente meno preoccupante. La boa n. 3 proprio davanti al Castello di Miramare, ci aspettava. Un bordo di quattro miglia con mura a dritta, dove poter scaricare tutta la potenza e la massima velocità. Per chi arrivava alla boa con una rotta stretta, il gioco era semplice, perché con mura a dritta si aveva la precedenza rispetto a chi, invece, arrivava con una rotta più larga e mura a sinistra. Normalmente si preferisce comunque prolungare il bordo verso terra, per non rimanere sotto le vele dei barconi che inevitabilmente sono più veloci. Alla virata il traguardo sembrava lì a portata di mano. Ma non è stato così, perché sotto Barcola, boa n. 4, il vento saltava in continuazione e poteva riservare brutte sorprese, come a WHY NOT con l’amico Michele Marin, il nostro Roberto Capozza&C., o belle sorprese, come per PEKORA con Davide&C. Anche dopo aver superato la boa n. 4, quando già si vedeva il traguardo e quasi sembrava poter toccare il molo Audace, strapieno di appassionati, non era prudente festeggiare, perché le rotazioni del vento continuavano a giocare con le barche facendo brutti scherzi, vedi STAGALLA.

Per i nostri alla fine si è registrato: un 1° con PEKORA NERA ENSTO, un 2° con WHY NOT, un 4° con STAGALLA e uno sfortunato 13° con GRISU’. Per gli altri meteoristi in regata con imbarcazioni non meteor: 29° per GREEN GO, 118° per MATKH e 9° CADAMA’.

Un ottimo bilancio, direi.

Non c’era equipaggio che, tagliato il traguardo, non festeggiasse proprio come se fosse lui il vincitore, sì, perché magari con fisarmonica e prosciutti interi, annaffiati da buon vino, alla Barcolana tutti i presenti, ma proprio tutti, sono i virtuali vincitori. Peccato per quelli che alla Barcolana non erano presenti e non hanno vissuto sensazioni indimenticabili. Possibile che tra i tanti che normalmente regatano in ORC o in IRC, non se ne sia visto nessuno qui a Trieste e che le soddisfazioni per la vela spezzina arrivino quasi unicamente dai piccoli e numerosi meteoristi?

Chissà, magari il prossimo anno………..

 

 

Rispondi