IL MONDO METEOR. UNO SPIRITO, UNA COMUNITA’ E UNA PASSIONE DA SCOPRIRE.

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Trovarsi tra i pontili di Trieste per il Campionato Italiano Meteor è stato come “alzare il gomito” con la vela, senza però avere gli effetti negativi del giorno dopo.
Nessun mal di testa, niente occhi gonfi e rossi.
Trovarsi su quei pontili può solo provocare una voglia irrefrenabile di salire su un Meteor per far parte della Classe, naturale dispensatrice di un’elevata dose di passione per la vela.

62 Meteor provenienti da quasi tutta Italia, un pontile, il Golfo di Trieste e l’atmosfera Barcolana.
Voci, accenti, scambi e discussioni.
Vele piegate con attenzione, sartie regolate con precisione millimetrica, pesi sistemati, cambuse improponibili, magliette colorate che raccontano storie.

Guardando tutto questo dall’esterno, il mondo Meteor appare come quegli affreschi del Settecento in cui sono rappresentati tanti personaggi in scene corali.
Quei grandi quadri che richiedono attenzione su ogni dettaglio per apprezzarne ogni sfumatura.
E queste sfumature sono le storie e le sensazioni che si possono vivere proprio camminando tra i pontili di un evento così importante come il Campionato Italiano della Classe.

Osservando questo monotipo, bisogna ammetterlo, si nota che è un progetto “vintage”, come a qualcuno piace dire, con linee d’acqua che raccontano un’epoca passata.
Ma guardando bene quei pontili nel porticciolo di Grignano si percepisce subito che il Meteor ha anche un grande futuro davanti a sé.

Questo perché ha la straordinaria capacità di parlare a più generazioni e non bisogna stupirsi se a camminare sulla banchina ci sono Boomers, Millennials, Gen Z e in alcuni casi anche qualcuno della Generazione Silenziosa – per intenderci persone della classe dei primi anni 40 del novecento.

Ecco allora giovanissimi intenti a sistemare le cime, adulti impegnati a piegare le vele e non più giovanissimi concentrati sul meteo: generazioni diverse, unite dalla stessa passione e da quel qualcosa di speciale che qualcuno ha sintetizzato così: «Il Meteor ha un cuore. Forse è bruttina come barca, ma crea legami e situazioni tra le persone che restano per sempre».

E si potrebbe aggiungere che questa passione si tramanda anche da padre in figlio.
Sono tanti gli armatori che hanno in equipaggio i figli.
E poi arrivano gli amici dei figli e spesso quindi le barche in famiglia diventano due.
Ci sono armatori che hanno ancora la barca del papà con la quale, oggi, coinvolgono i figli di amici con i quali andavano in barca 30 anni prima.
Qualcuno compra un Meteor in onore di un papà che oggi non c’è più, ma che aveva tanto insistito per comprarla e che, per velleità giovanili, i figli avevano ignorato per orientarsi su barche più “performanti”.

Non è sbagliato considerare il Meteor una barca di famiglia.
Una saga velica di genitori e figli che su quei 6 metri trova lo spazio per condividere passione e tempo.
Quel tempo che oggi sembra così difficile da contenere e trattenere.
Vedere genitori e figli mollare gli ormeggi insieme, confrontarsi o prendersi in giro sui pontili è qualcosa che raramente si vede in una classe di monotipi.

Ma attenzione, con quanto sopra raccontato non si sta dimenticando assolutamente la parte agonistica e sportiva del Meteor, che per quanto possa essere una barca semplice ed accessibile, ha la sua componente tecnica ben presente e mai scontata. Quindi mai sottovalutare un monotipo per la sua data di nascita.
Il Meteor è una barca che richiede tecnica e una grande dose di esperienza. Per questo piace anche ai giovani che provengono dalle derive, perché trovano la possibilità di crescere come velisti e come marinai.
“Il valore sportivo lo si capisce dal numero di partecipanti, però quello che il Meteor ha in più è che non ci si concentra solo sul voler vincere, ma sul voler navigare.”
Non è meraviglioso sentire queste parole pronunciate da un ragazzo di soli 24 anni?

E non è meraviglioso incontrare Paola, velista proveniente dal Parasailing, che dopo la sua esperienza al Campionato Italiano sta pensando ad un progetto Meteor?
Perché in questa classe ha trovato la possibilità di fare esperienza, potendo adattare la barca alle proprie esigenze, o come ha detto lei, perché il Meteor è un’imbarcazione “sartoriale”, che ti puoi cucire addosso.
Ha incontrato anche quello spirito di comunità che le ha permesso di continuare a regatare con una vela prestata dopo che la sua si era strappata il giorno prima.

Perché è proprio questo lo spirito che anima la Classe Meteor: in regata si è avversari, ma una volta tornati in porto si è parte della stessa “community” unita dalla passione per la vela e dalla voglia di condividerla.

Se volessimo fare un paragone, anche se i paragoni sono sempre pericolosi, potremmo affermare con cognizione di causa (e comprovata esperienza n.d.r) che le atmosfere dei pontili Meteor ricordano quelle della famosa comunità di navigatori dei Mini 6.50. Una comunità di marinai che si sentono parte di un insieme unico ma aperto, che amano navigare e anche divertirsi, che sono pronti ad aiutare il proprio amico/avversario e che vengono spesso considerati folli ma simpatici.

La cosa che possiamo consigliare, quindi, è quella di venire sulla banchina di una regata di Classe per conoscere e scoprire questa community di marinai, che a bordo di 6 metri sono capaci di avere tutta la vera passione per la vela.

Parola di Meteoristi!

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